I Cristi svelati di S.Antonio e S.Alfonso a Tarsia

“I Cristi svelati di S.Antonio e S.Alfonso a Tarsia”, è questa la la sigla con cui l’associazione ha dato voce alla straordinaria esperienza di accoglienza che da due anni ha luogo nella chiesa dismessa intitolata ai due santi. L’edificio, scrigno di ricchezze chiuso per lungo tempo al pubblico,  ha riaperto infatti le sue porte per offrire riparo ai senza fissa dimora per lungo grazie all’azione degli attivisti e volontari della Rete di Solidarietà Popolare e dell’Ex OPG Occupato – Je sò pazzo.

Nel solco tracciato da S.Alfonso de’ Liguori, che in questa chiesa sovente si raccoglieva in preghiera, trovano piena realizzazione i principi di accoglienza e vicinanza agli esclusi promossi dal “più napoletano dei Santi e il più Santo dei napoletani”. Il racconto della figura di Alfonso Maria de’Liguori e il suo operato al servizio dei ceti più umili, ha offerto infatti lo spunto per una riflessione sul ruolo che deve avere la religione – nell’ottica del Filangieri – in quanto strumento di riscatto che non tolga la speranza a coloro i quali hanno peccato.

Il diritto alla felicità, tema della rassegna del Maggio dei Monumenti 2019, è anche diritto alla dignità. In quest’ottica, il progetto di accoglienza e autogestione incontra e valorizza perfettamente la memoria storica del luogo, attraverso il lavoro quotidiano dei volontari teso all’inclusione sociale delle persone ospitate ma anche alla conservazione della chiesa, un bene di inestimabile valore sottratto alla svendita e alla speculazione edilizia finalizzata al profitto privato.

Il 12 maggio del 2019 ha avuto così inizio il Maggio dei Monumenti della chiesa di S.Antonio e S.Alfonso a Tarsia, monumentale chiesa del quartiere Montesanto per lungo tempo chiusa e abbandonata all’incuria e restituita al quartiere e alla città in seguito alla sua occupazione da parte degli attivisti dell’ex Opg Je sò pazzo.

L’edificio, uno straordinario pezzo del patrimonio storico – artistico della città riscattato e restituito alla fruizione, si presenta come luogo perfetto in cui far risuonare le raccomandazioni del Filangieri che vedeva nelle chiese «il ricovero de’ bisognosi, e non l’asilo de’ malvagi».

Non solo accoglienza dunque ma anche conservazione del bene, recupero della memoria storica e artistica del luogo barbaramente saccheggiato durante gli anni di abbandono.

Nel titolo dell’evento veniva dichiarata la sua finalità: portare alla conoscenza di questa realtà, togliere il velo del pregiudizio, svelare appunto.